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17 aprile "Sono Stefano D'Orazio...quello dei Pooh""Sono Stefano D'Orazio...quello dei Pooh. Sono al capolinea. Sto per scendere dalla grande astronave
luminescente e fortunata che per tanti anni mi ha trasportato oltre le
mie aspettative in una lunga avventura indimenticabile, spesso
faticosa, quasi sempre straordinaria. E invece no, all’improvviso l’ottovolante è diventato mongolfiera e forse spinto da venti di fortuna, ho cominciato a volare. Tra una nuvola e un temporale il mio pallone è diventato aeroplano e poi astronave, muovendosi per una rotta che non sapevo bene dove mi avrebbe portato, ma che avevo la sensazione che poteva essere quella giusta. E le cose sono andate. Sono diventato un buon cliente di “Popland”, ho vinto telegatti e pesci rossi, ho raccontato le mie piccole fantasie a gente che forse, come me, aveva bisogno di piccole cose per addormentarsi felice. Ho incontrato applausi e neve in autostrada, ho sorriso alle lucette rosse delle telecamere e ai miei amori importanti, ho rotto bacchette ed amicizie troppo grandi per sopportare le mie eterne lontananze, ho tenuto a battesimo i figli degli altri senza avere mai avuto il coraggio di farne uno mio, ho messo tutto il mio tempo e tutto il mio talento nella grande avventura che mi ha accompagnato fin qui stappando bottiglie frizzanti e qualcuna che sapeva di tappo e ho spento da poco 60 candeline rendendomi improvvisamente conto che tutto quello che potevo dire in questa fortunata dimensione, l’avevo già detto. Non
è facile decidere di dire basta quando tutto va alla perfezione, quando
il successo con la esse maiuscola non sembra essere ancora stanco di
accompagnarti, non è stato facile per me e so per certo che non lo è
stato neanche per i miei “amici per sempre”, ma ho sentito
l’irrefrenabile bisogno di mettere un punto alla mia vita e voltare
pagina. Non so bene da dove ricominciare. Forse scoprire il senso della noia, che non ho avuto mai il tempo di apprezzare. Ero
partito senza bagagli dicevo, ma strada facendo ho dovuto comprare
parecchie valige per riuscire ad infilarci dentro tutto quello che mi
accadeva, e oggi rovistando tra i ricordi mi sono reso conto che prima
di scendere dalla grande astronave, devo dire tantissimi grazie. Grazie alla mia famiglia, a mio padre e a mia madre che forse non volevano immaginare che avrei suonato il tamburo per tutta la vita, ma che anche oggi che non ci sono più continuano ad accompagnare il mio andare e mi hanno lasciato dentro il senso indelebile del vivere onesto. Grazie al “popolo dei Pooh” che ha voluto farmi arrivare fino a qui. Grazie a tutti coloro che hanno accompagnato le mie notti e i miei giorni di lavoro. Grazie a tutti quelli che sanno che gli sono amico e che sanno che anche domani potranno contare su di me. Grazie a tutti quelli che mi saranno amici anche domani.
Grazie, io scendo qui" Stefano D'Orazio Commenti (1)Per aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati
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